Scheda conoscitiva dell'AVIS

Le origini e lo sviluppo dell’associazione

L’Avis Provinciale Ragusa è stata istituita il 28 dicembre 1981 e raccoglie oggi 14 Avis Comunali.

L’obiettivo di Avis provinciale è quello di promuovere la donazione favorendo il raggiungimento dell’autosufficienza di sangue, e dei suoi derivati, con i massimi livelli di sicurezza trasfusionale possibile.

Scopo di Avis Provinciale Ragusa è inoltre quello di coordinare le strutture associative del territorio e di rappresentare i propri associati nei confronti di tutti i soggetti istituzionali, pubblici e privati, a livello territoriale.

  ORIGINI E SVILUPPO     STRUTTURAZIONE GIURIDICA  

Le origini e lo sviluppo dell’associazione

Le origini dell’associazione risalgono al 1926, quando il dottor Vittorio Formentano, su un quotidiano del pomeriggio di Milano, lanciò un appello per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue.

All’invito risposero 17 persone, che si riunirono nel 1927, dando vita alla prima Associazione Italiana di Volontari del Sangue. Nell’occasione furono delineati gli obiettivi della futura associazione: soddisfare la crescente necessità di sangue dei diversi gruppi sanguigni, avere donatori pronti e controllati per eliminare il ricorso alla pratica della “commercializzazione” del sangue.

L’Associazione Italiana Volontari del Sangue si costituì ufficialmente a Milano nel 1929. Nel 1950 AVIS è stata riconosciuta dallo Stato con la Legge n. 49, mentre con la Legge n. 592 del 1967, che regolamentata la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue umano sul territorio nazionale, l’associazione ha assunto un ruolo di grande responsabilità e di fondamentale importanza nella costruzione del servizio trasfusionale.

Dagli anni ‘70 la diffusione dell’AVIS si fa sempre più capillare, grazie alla nascita delle sedi regionali che promuovono l’associazione sul territorio.

Oggi AVIS è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana che, con un milione e centosessanta mila associati volontari e periodici, raccoglie circa l’80% del fabbisogno nazionale di sangue, un milione novecentocinquantamila unità di sangue intero ed emocomponenti.

Natura, Valori e Scopi sociali

I caratteri costitutivi ed imprescindibili dell’associazione sono scritti nell’art. 2 dello Statuto "L’AVIS è un'associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica"

"L'AVIS ha lo scopo di promuovere la donazione del sangue intesa come valore umanitario universale anche al fine di diffondere nella comunità nazionale ed internazionale i valori della solidarietà, della gratuità, della partecipazione sociale e civile e della tutela del diritto alla salute".

Si può pertanto classificare AVIS come una associazione - per natura e vocazione - “universalmente aperta”, che fonda la sua attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia e della partecipazione sociale, in un’ottica di promozione della cittadinanza attiva, partecipata e responsabile.

La strutturazione giuridica e organizzativa

Con l’approvazione del nuovo Statuto da parte del Ministro della Salute, avvenuta il 13 febbraio 2004, L’AVIS è riconosciuta come un’associazione di volontariato, costituita da soci persone fisiche e soci persone giuridiche, dotate di piena autonomia giuridica, patrimoniale e processuale.

La sua configurazione ha una struttura a rete ed AVIS Nazionale garantisce l’unitarietà delle organizzazioni che vi aderiscono.

I compiti e le funzioni di ogni livello associativo sono definiti dagli statuti. Alle Avis nazionale, regionali e provinciali sono affidati soprattutto compiti di indirizzo, promozione, coordinamento e rappresentanza nei confronti di tutti i soggetti, istituzionali, pubblici e privati del proprio livello.

Le Avis comunali e di base, in particolare, sviluppano un’azione di marketing orientata al territorio, intrattengono un rapporto diretto con i soci, curano la loro chiamata per la donazione e possono gestire direttamente l’attività di raccolta del sangue.

Esse hanno la rappresentanza dei propri associati nei confronti di tutti i soggetti, istituzionali, pubblici e privati, al proprio livello.