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Conclusa la ricerca StExit

L’indagine compiuta con il nome di StExit! che mi è stata proposta dal Dott. Pietro Bonomo, Persona Responsabile della U.d.R. dell’Avis di Ragusa e delle A.O. collegate, dal Prof. Paolo Roccuzzo, Presidente Avis Comunale di Ragusa, dal Cav. Franco Bussetti, Presidente Avis Provinciale di Ragusa, prende il via dal dato, a prima vista allarmante, relativo ai donatori sospesi. La lettura di questo valore ha mosso l’attenzione dei tre responsabili associativi a voler approfondire in modo concreto un argomento non ancora affrontato dall’associazione: l’esame delle cause della dismissione volontaria da parte dei donatori Avis ed il potenziale recupero di quelli che consideriamo ex donatori.

Lo sguardo attento dei valori numerici pone l’accento sulle perdite del capitale umano relativo agli ex soci. Tale dato, messo in relazione agli sforzi delle campagne e delle attività per la ricerca di nuovi membri, ci fa capire quanto sia importante spendere energie non solo nella ricerca del nuovo soggetto da far iscrivere ad Avis, ma anche nel mantenimento e nella fidelizzazione dei cari vecchi iscritti del nostro gruppo.

Quanto detto sopra si rende comprensibile a tutti grazie ai valori precedentemente in possesso di Avis ovvero quelli rilevati in maniera olistica dal sistema Emonet. Con questa metodologia si conteggiano nell’ anno 2016 più di 2600 sospensioni provvisorie che si trasformano poi in 1063 definitive. Un dato che raggruppa diverse problematiche sia fisiche che personali per il quale è stato giustamente deciso un approfondimento utile a giungere ad un risultato molto più preciso e dettagliato che tiene conto delle diverse unicità dei donatori.

L’ importanza delle telefonate di StExit! sta proprio nell’approfondimento generato da una ricerca mirata a coinvolgere personalmente il donatore autoescluso per valutare le effettive cause che lo hanno portato ad un allontanamento da Avis. Oltre alla registrazione ed alla valutazione precisa di tali dati, il percorso si è sviluppato anche sul versante della comunicazione attiva. Finalità di tale ricerca è stata non solo la comprensione, ma anche il recupero del donatore che, venendo chiamato in causa personalmente, ha ricevuto una notevole importanza individuale nel poter esprimere il suo disagio ed è stato invitato a rientrare nel gruppo consapevole di essere stato ascoltato ed orgoglioso dello sforzo per il miglioramento fatto dall’Associazione grazie alle sue considerazioni.

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